BarAtto La RadioAttiva

Quali sono le premesse e gli obiettivi della vostra caring community?

In occasione di una visita a Torino per conoscere un progetto comunitario chiamato “Via Baltea” abbiamo notato in un angolo del locale una insegna un tantino improvvisata sulla quale figurava un nome: Radio Banda Larga. Si trattava di una radio che trasmetteva via internet, la cosa più semplice del mondo. Discutendo con gli abitanti del quartiere, alcuni giovani hanno espresso il desiderio di creare una radio di quartiere. Abbiamo quindi preso contatto con il responsabile di Radio Gwendelyn, che in Ticino trasmette via internet, con una filosofia che contempla e sostiene iniziative a scopo sociale e aggregativo. Si è quindi scelto insieme il luogo adatto alla postazione: il BarAtto, l’osteria sociale del complesso residenziale, arredata con materiali recuperati e valorizzati, che vuole essere un luogo d’incontro e di interazione.
Nella programmazione della radio l’idea è di partire dagli abitanti e dal loro bisogno di esprimersi e di coinvolgere il più possibile i cittadini di tutto il territorio circostante, in modo da seguire gli intenti del progetto di lavoro sociale comunitario che ha come luogo privilegiato l’osteria sociale BarAtto.
Le persone che intervengono in qualità di ospiti nel nostro spazio Radio, sono cittadini comuni che vogliono condividere storie, racconti, testimonianze di fatti o aneddoti che richiamano agli avvenimenti di un territorio e alle sue peculiarità, attraverso un linguaggio spontaneo e accessibile a tutti, dove la dimensione emozionale trova spazio e ascolto. Ma anche associazioni, fondazioni e movimenti che da tempo lavorano nella proposta e nello sviluppo di iniziative a favore della comunità e al suo benessere; entità che spesso sono sconosciute ma che come detto agiscono per migliorare una qualità di vita.

Come funziona il “sostegno reciproco” all’interno della vostra caring community? Quali sono le possibilità di partecipazione?

Accade di frequente che dopo un’intervista riceviamo chiamate di apprezzamento per il semplice fatto di aver divulgato un’informazione, ma anche telefonate di persone che vogliono semplicemente ringraziarci per questa iniziativa, nella quale si riconoscono, in quanto nasce dalla prossimità dalla vicinanza, una sorta di spazio domestico che rassicura.
La radio è uno strumento, ed il microfono rappresenta una sorta di chiave che apre una finestra affacciata su una piazza chiamata esperienza, vita vissuta; questa formula è molto apprezzata e molte persone si ritrovano. Raccontarsi é un esercizio che piace a molti, noi non facciamo altro che accogliere e valorizzare per quanto é possibile, questo patrimonio di parole, che altrimenti si perderebbe tra le pieghe del tempo, di un tempo che corre troppo.

Cosa vi è piaciuto di più nella creazione o nello sviluppo della vostra caring community?

L’elemento ricorrente nel nostro progetto di „caring community“ è senza dubbio la co-partecipazione e l’attivazione dei cittadini del quartiere; persone che riconoscono nello strumento della radio una possibilità per trasmettere, veicolare e muovere idee generative al fine di promuovere un qualità di vita per tutti.

Che impatto ha avuto la caring community sulla convivenza sociale?

Il progetto é stato accolto con molti favori dalla popolazione del quartiere in primis, ma anche da tantissime persone che vivono in altre zone del canton Ticino.
La RadioAttiva ha favorito lo scambio tra le persone, tra le generazioni e le culture.

Chi ha tratto beneficio dalla vostra caring community?

Come detto nei precedenti paragrafi, il progetto ha una ricaduta positiva su tutta la comunità.

Quali consigli dareste ad altre persone che stanno progettando una caring community?

Una „caring community“ deve essere aperta e disposta ad integrare le influenze e le reazioni delle persone; lasciarsi contaminare dalla comunità è essenziale, direi necessario per garantire una continuità ed una partecipazione.

Quali sono i prossimi passi?

Il progetto è giovane, ha ancora molto da imparare, ma da quello che fino ad oggi abbiamo potuto osservare intravvediamo importanti segnali di riconoscimento e utilità.
Come ogni giovane, anche la radio deve trovare un suo orientamento, una passione che la alimenta e la sostiene; questa passione, che potremmo tradurre in motivazione nasce dalla medesima fonte a cui si rivolge, la comunità. La comunità è dunque il fine ma allo stesso tempo l’inizio, in una sorta di circolarità generativa.

Informazioni

Persona di contatto

Carmine Miceli

Bacino di utenza

Cittadinanza

Regione

Ticino

Temi

Comunicazione e social media, Condivisione, vicinato, Cultura della condivisione

Organizzazione / Ente promotore

Fondazione Pro Senectute Ticino e Moesano

carmine.miceli@prosenectute.org

076 460 50 81

https://www.ti.prosenectute.ch

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